LA RUMINAZIONE RABBIOSA
- Dott. Valerio Lenzoni

- 11 gen
- Tempo di lettura: 2 min

La ruminazione rabbiosa è un processo cognitivo determinato dal focalizzarsi, in maniera ridondante e persistente, su eventi che hanno causato rabbia, umiliazione o vergogna. Nel ripercorrere mentalmente questi episodi, si tende a immaginare scenari alternativi in cui si reagisce diversamente ottenendo una sorta di rivalsa ma tale meccanismo intensifica l’impatto della rabbia, ostacolando il processo di autoregolazione emotiva.
Pensieri Tipici nella Ruminazione Rabbiosa
Le persone coinvolte in questa forma di ruminazione si concentrano principalmente su:
Ripercorrere Offese Subite: rivivendo continuamente situazioni percepite come ingiuste o umilianti.
Immaginare Confronti Alternativi: mettendo in atto fantasie su come avrebbero potuto rispondere per affermarsi.
Analizzare le Cause dell’Offesa: tentando di capire le motivazioni che si celano dietro le azioni altrui.
Pianificare Rivalse o Vendette: creando scenari immaginari in cui ristabilire il proprio potere o valore.
Questi pensieri includono domande e affermazioni del tipo:
“Perché mi ha trattato così?”
“Avrei dovuto rispondere in quel modo!”
“Non posso accettare che mi abbia umiliato davanti a tutti.”
SCOPO DELLA RUMINAZIONE RABBIOSA
La ruminazione rabbiosa ha uno scopo percepito che la rende particolarmente difficile da interrompere nonostante il suo essere disfunzionale, poiché si ritiene:
Ristabilisca il Valore Personale: rivivendo scenari e immaginando reazioni alternative al fine di recuperare dignità e potere in maniera illusoria.
Prepari a Futuri Confronti: analizzando i dettagli di un evento passato pensando di saper così affrontare situazioni simili in futuro.
Offra una Giustificazione per la Rabbia: rafforzando la convinzione che la rabbia sia giustificata e legittima.
Ciò nonostante, è una strategia che non porta a una qualche crescita ma mantiene uno stato di agitazione e insoddisfazione.
CONSEGUENZE DELLA RUMINAZIONE RABBIOSA
Mantenimento e Intensificazione della Rabbia: rivivere ripetutamente e mentalmente le offese subite, prolunga la durata della rabbia trasformandola in risentimento cronico.
Aumento dei Comportamenti Aggressivi: la ruminazione è associata a una maggiore probabilità di espressioni aggressive, sia verbali sia fisiche.
Compromissione delle Relazioni Interpersonali: la focalizzazione sulla rabbia può portare all'isolamento sociale e alla visione distorta delle intenzioni altrui, generando conflitti.
Impatto sulla Salute Mentale: può contribuire allo sviluppo di disturbi dell’umore quali depressione e ansia.
APPROCCI TERAPEUTICI
Per interrompere la ruminazione rabbiosa è necessario intervenire sullo scopo percepito che la mantiene, allontanando il pensiero illusorio che ruminare possa aiutare a ristabilire il valore personale, ad affrontare le circostanze oppure a trovare giustificazioni per la rabbia.
1. Riconoscere lo Scopo della Ruminazione
Il primo passo risiede nell'identificare il motivo per cui ruminare sembra utile. Le seguenti domande sono utili a tal proposito:
Cosa speri di ottenere continuando a pensare a quell’episodio?
Ruminare ti avvicina alla soluzione che desideri?
2. Dimostrare l’Inutilità della Ruminazione
Attraverso esercizi pratici e confrontando gli effetti della ruminazione con quelli di strategie più concrete, come l’assertività o il problem-solving, il terapeuta può aiutare il paziente a comprendere quanto la ruminazione sia vana e prolunghi la rabbia senza condurre a un reale cambiamento.
3. Sostituire la Ruminazione con Strategie Adattive
Tecniche di Regolazione Emotiva: come la mindfulness e il rilassamento progressivo, per ridurre l’intensità della rabbia.
Ristrutturazione Cognitiva: modificare pensieri disfunzionali legati alla rabbia.
Sviluppo dell’Assertività: favorire un’espressione sana e costruttiva della rabbia, migliorando le abilità comunicative.



