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LA RUMINAZIONE AUTOCRITICA

  • Immagine del redattore: Dott. Valerio Lenzoni
    Dott. Valerio Lenzoni
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La ruminazione autocritica è un processo cognitivo perseverativo caratterizzato da una valutazione negativa nei confronti di sé stessi, che induce a criticare continuamente azioni, decisioni e comportamenti in un dialogo interno che sottolinea errore e inadeguatezza attraverso pensieri del tipo: “Ho sbagliato tutto”; “Non sono abbastanza bravo”; “Perché continuo a commettere errori?”.



PENSIERI TIPICI DELLA RUMINAZIONE AUTOCRITICA


Le persone che sperimentano la ruminazione autocritica spesso si trovano a:

  • Rivalutare Negativamente le Proprie Azioni: analizzano costantemente le proprie scelte, concentrandosi sugli errori commessi.

  • Confrontarsi Sfavorevolmente con gli Altri: si paragonano agli altri, sentendosi inferiori o inadeguati.

  • Anticipare il Fallimento: prevedono esiti negativi per le proprie azioni future, rafforzando la convinzione di non essere all’altezza.

Da questi pensieri deriva un ciclo di autocritica da cui scaturiscono sentimenti di vergogna, colpa e bassa autostima.


SCOPO DELLA RUMINAZIONE AUTOCRITICA


Nonostante gli effetti negativi, la ruminazione autocritica può avere uno scopo percepito di:

  • Auto-Miglioramento: si ritiene che la critica costante aiuti a riconoscere i propri errori e a migliorarsi.

  • Prevenzione di Errori Futuri: si pensa che l’autocritica possa impedire la reiterazione di errori pregressi.

  • Raggiungimento della Realizzazione Personale: si presuppone che mantenere standard personali elevati attraverso l’autocritica, conduca al successo.


Questo approccio può portare, tuttavia, a una diminuzione della motivazione e a un aumento dello stress, ostacolando il reale progresso personale.


CONSEGUENZE DELLA RUMINAZIONE AUTOCRITICA


Le implicazioni di questo tipo di ruminazione includono:

  • Mantenimento di Emozioni Negative: l’autocritica perpetua sentimenti di tristezza, ansia e frustrazione.

  • Riduzione dell’Autostima: Il costante giudizio negativo su di sé mina la fiducia nelle proprie capacità.

  • Compromissione delle Relazioni Interpersonali: la percezione inadeguata di sé può portare a isolamento sociale o dipendenza eccessiva dagli altri.

  • Ostacolo al Benessere Psicologico: l’autocritica è associata a un aumento del rischio di depressione e altri disturbi dell’umore.


APPROCCI TERAPEUTICI


Per interrompere il ciclo della ruminazione autocritica, è fondamentale intervenire sullo scopo percepito che la sostiene riconoscendo quanto l’autocritica sia un ostacolo alla crescita personale e al benessere, non una strategia di miglioramento.


1. Riconoscere lo Scopo della Ruminazione

Per aiutare le persone a identificare le motivazioni sottostanti all’autocritica, alcune domande utili possono includere:

  • “Cosa speri di ottenere criticando te stesso in questo modo?”

  • “In che modo pensi che l’autocritica ti aiuti a raggiungere i tuoi obiettivi?”

Questo processo può aiutare ad acquisire consapevolezza nelle proprie credenze e valutare l’efficacia reale dell’autocritica.


2. Dimostrare l’Inutilità dell’Autocritica

Attraverso esercizi pratici, il terapeuta aiuta a comprendere come l’autocritica mantenga le emozioni negative senza portare a soluzioni concrete, confrontando ad esempio l’efficacia dell’autocritica con quella di strategie più compassionevoli e costruttive.


3. Sostituire l’Autocritica con Strategie Adattive

  • Self-Compassion: porsi con gentilezza e comprensione, riconoscendo l'errore come parte integrante dell’esperienza umana.

  • Ristrutturazione Cognitiva: identificare e modificare pensieri disfunzionali, sostituendoli con interpretazioni più realistiche.

  • Mindfulness: promuovere la consapevolezza del momento presente, osservando i pensieri senza giudizio e senza attaccamento.




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