LA RUMINAZIONE AUTOCRITICA
- Dott. Valerio Lenzoni

- 5 giorni fa
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La ruminazione autocritica è un processo cognitivo perseverativo caratterizzato da una valutazione negativa nei confronti di sé stessi, che induce a criticare continuamente azioni, decisioni e comportamenti in un dialogo interno che sottolinea errore e inadeguatezza attraverso pensieri del tipo: “Ho sbagliato tutto”; “Non sono abbastanza bravo”; “Perché continuo a commettere errori?”.
PENSIERI TIPICI DELLA RUMINAZIONE AUTOCRITICA
Le persone che sperimentano la ruminazione autocritica spesso si trovano a:
Rivalutare Negativamente le Proprie Azioni: analizzano costantemente le proprie scelte, concentrandosi sugli errori commessi.
Confrontarsi Sfavorevolmente con gli Altri: si paragonano agli altri, sentendosi inferiori o inadeguati.
Anticipare il Fallimento: prevedono esiti negativi per le proprie azioni future, rafforzando la convinzione di non essere all’altezza.
Da questi pensieri deriva un ciclo di autocritica da cui scaturiscono sentimenti di vergogna, colpa e bassa autostima.
SCOPO DELLA RUMINAZIONE AUTOCRITICA
Nonostante gli effetti negativi, la ruminazione autocritica può avere uno scopo percepito di:
Auto-Miglioramento: si ritiene che la critica costante aiuti a riconoscere i propri errori e a migliorarsi.
Prevenzione di Errori Futuri: si pensa che l’autocritica possa impedire la reiterazione di errori pregressi.
Raggiungimento della Realizzazione Personale: si presuppone che mantenere standard personali elevati attraverso l’autocritica, conduca al successo.
Questo approccio può portare, tuttavia, a una diminuzione della motivazione e a un aumento dello stress, ostacolando il reale progresso personale.
CONSEGUENZE DELLA RUMINAZIONE AUTOCRITICA
Le implicazioni di questo tipo di ruminazione includono:
Mantenimento di Emozioni Negative: l’autocritica perpetua sentimenti di tristezza, ansia e frustrazione.
Riduzione dell’Autostima: Il costante giudizio negativo su di sé mina la fiducia nelle proprie capacità.
Compromissione delle Relazioni Interpersonali: la percezione inadeguata di sé può portare a isolamento sociale o dipendenza eccessiva dagli altri.
Ostacolo al Benessere Psicologico: l’autocritica è associata a un aumento del rischio di depressione e altri disturbi dell’umore.
APPROCCI TERAPEUTICI
Per interrompere il ciclo della ruminazione autocritica, è fondamentale intervenire sullo scopo percepito che la sostiene riconoscendo quanto l’autocritica sia un ostacolo alla crescita personale e al benessere, non una strategia di miglioramento.
1. Riconoscere lo Scopo della Ruminazione
Per aiutare le persone a identificare le motivazioni sottostanti all’autocritica, alcune domande utili possono includere:
“Cosa speri di ottenere criticando te stesso in questo modo?”
“In che modo pensi che l’autocritica ti aiuti a raggiungere i tuoi obiettivi?”
Questo processo può aiutare ad acquisire consapevolezza nelle proprie credenze e valutare l’efficacia reale dell’autocritica.
2. Dimostrare l’Inutilità dell’Autocritica
Attraverso esercizi pratici, il terapeuta aiuta a comprendere come l’autocritica mantenga le emozioni negative senza portare a soluzioni concrete, confrontando ad esempio l’efficacia dell’autocritica con quella di strategie più compassionevoli e costruttive.
3. Sostituire l’Autocritica con Strategie Adattive
Self-Compassion: porsi con gentilezza e comprensione, riconoscendo l'errore come parte integrante dell’esperienza umana.
Ristrutturazione Cognitiva: identificare e modificare pensieri disfunzionali, sostituendoli con interpretazioni più realistiche.
Mindfulness: promuovere la consapevolezza del momento presente, osservando i pensieri senza giudizio e senza attaccamento.



